Molti però non sanno che la Svizzera ha una capacità che pochi altri posti hanno: riesce a far sognare… con i piedi per terra. Tutto, da subito, sembra pulito, funzionante, preciso, civile. In questo paese le stagioni sono ancora 4, e tutte ben definite dalla loro gradevolezza. Oggi, approfittando del sole primaverile e passeggiando per i prati meticolosamente curati del parco centrale di Lugano, mi sono sorpreso: sentivo il profumo dei fiori, la gente intorno a me passeggiava... quasi in silenzio, il suono delle onde del lago era ancora percettibile, le barche a vela e gli yatch in lontananza facevano da cornice. Tutto sembra dolce, piacevole... sonnacchioso.
Tutto, sotto un apparente strato di tranquillità, è però vivo ed eclettico. Per esempio: bere un caffè a Londra, Roma, New York o Parigi può essere un’esperienza interessante. Ci si aspetta, da questi luoghi, una multiculturalità ed eterogeneità che è ormai data per acquisita. Un caffè nel centro di Lugano, Zurigo o Ginevra è un’esperienza il cui fascino è riservato solo a chi sa cogliere la bellezza di una diversità non urlata perchè data per acquisita… da secoli. Una diversità grazie alla quale persone nate e cresciute nello stesso paese possono parlare francese, tedesco, italiano ed inglese sin da bambini. A Lugano, come anche in realtà ancora più piccole, è piuttosto comune sentire ordinare un piatto di pasta in italiano, rispondere al telefono in tedesco, parlare di affari in inglese o francese… ed ancora di più lo è a Ginevra o Zurigo. Quest’ultima, poi, sorprende... ma sempre pian pianino. Ricordo ancora quando, un paio di anni fa, visitai Zurigo per la prima volta. Un caro amico, direttore di un importante museo, mi aveva invitato alla prima di una mostra di arte orientale. Credo proprio di aver pensato: “Ma sì, faccio un salto così vedo anche questa cittadina sonnacchiosa”. Sonnacchiosa sì, soprattutto se paragonata a Milano…ma piena di sorprese: un’offerta culturale che non ha nulla da invidiare alle grandi capitali europee, con in più una qualità di vita e dei servizi di alto profilo.
E sì, questa volta devo proprio ammetterlo: non posso che limitarmi, una volta tanto, ad essere meno vipera del solito, visto che la Svizzera sembra davvero ingentilire tutto e tutti.
Ioviperagentile